• La Pasqua del 1525: quando i salvatori minacciarono il sacco

    La Pasqua del 1525: quando i salvatori minacciarono il sacco

    • 23 Aprile 1525
    La cronaca di Martino Verri durante la Settimana Santa Dopo la tremenda Battaglia di Pavia del 24 febbraio 1525, e la fuga di Francesco I nelle mani dell’Imperatore, ci si sarebbe attesi che la città potesse finalmente respirare. Ma, come annota con amara precisione Martino Verri, la pace non fu che un’illusione fugace. Con l’assedio
  • Dopo la Battaglia: il fato dei Re, la vendetta della sorte e la fine dell’assedio

    Dopo la Battaglia: il fato dei Re, la vendetta della sorte e la fine dell’assedio

    • 2 Marzo 1525
    Venuta la sequente aurora, il campo di battaglia si mostrò in tutta la sua orrenda magnificenza: migliaia di corpi giacevano sul terreno insanguinato, testimoni muti della rovina francese e della vittoria imperiale. La polvere della mischia si era posata, e con essa i destini degli uomini si erano compiuti: alcuni furono condotti in catene, altri
  • La Cronaca di Martino Verri sulla Battaglia di Pavia

    La Cronaca di Martino Verri sulla Battaglia di Pavia

    • 24 Febbraio 1525
    La Battaglia di Pavia non fu un semplice scontro d’armi, ma un intreccio di inganni, audacia e tragedia, i cui dettagli ci sono giunti grazie ai cronisti dell’epoca. Quella che segue è solo la prima delle cronache di quel giorno memorabile: il racconto di Martino Verri, testimone degli eventi che sconvolsero il destino di Francesco
  • L’Audace Stratagemma Imperiale Prima della Battaglia

    L’Audace Stratagemma Imperiale Prima della Battaglia

    • 23 Febbraio 1525
    Durante l'assedio di Pavia, il Duca di Borbone e il Marchese di Pescara fecero assoldare ottomila Alemanni. Quando questi giunsero nella Gera d’Adda, i due comandanti riunirono le forze spagnole e italiane che erano a presidio di Cremona, Lodi e delle altre città imperiali. Così facendo, il loro esercito raggiunse un totale di ventiduemila fanti,
  • Il Ritiro di Giovanni de’ Medici da Pavia

    Il Ritiro di Giovanni de’ Medici da Pavia

    • 22 Febbraio 1525
    Dopo quattro giorni, il Signor Giovanni si fece portare a Parma e, dopo alcuni giorni, fu risanato dalla piaga. E meglio fu per lui, poiché, se fosse rimasto sotto Pavia sino alla fine dell'assedio, sarebbe stato con gli altri o morto o preso. M. Verri, “Narrazione del pavese Martino Verri, testimonio oculare dei fatti accaduti
  • La ferita di Giovanni de’ Medici: il 18 febbraio secondo Martino Verri

    La ferita di Giovanni de’ Medici: il 18 febbraio secondo Martino Verri

    • 18 Febbraio 1525
    Ora, sendo libera questa parte dal suddetto assedio, tutti i soldati della città et insieme i cittadini sovente ne venivano a suo agio et piacere per quelle campagne et ortaglie che ivi si ritrovavano, a raccogliere insalate et ogni altra verdura per loro uso, che ivi si ritrovavano. Il che vedendo il signor Giovanni di
  • La grande sortita di Campeggi: il 14 febbraio 1525

    La grande sortita di Campeggi: il 14 febbraio 1525

    • 14 Febbraio 1525
    Nel giorno 14 febbraio 1525, sotto l'assedio che opprimeva Pavia, il valore degli imperiali guidati dal signor Antonio de Leyva rifulse in una delle più celebri imprese della resistenza cittadina: la grande sortita contro le truppe francesi e italiane stanziate presso il cortile di Campeggi. La carestia affliggeva la città. Il vino scarseggiava, i viveri
  • L’assalto al cortile di Campeggi: la testimonianza di Martino Verri

    L’assalto al cortile di Campeggi: la testimonianza di Martino Verri

    • 14 Febbraio 1525
    Doppo questo fatto il signor Giovanni Antonio da Leva con i soldati et cittadini si riporsorno senza far alcuna impresa per quindeci giorni, ma poi passati quelli di novo esso signor Giovanni Antonio da Leva s' imaginò una altra impresa, cioè di dare uno assalto alla gente del signor Giovanni Medici qual dimoravano al loco