Durante l'assedio di Pavia, il Duca di Borbone e il Marchese di Pescara fecero assoldare ottomila Alemanni. Quando questi giunsero nella Gera d’Adda, i due comandanti riunirono le forze spagnole e italiane che erano a presidio di Cremona, Lodi e delle altre città imperiali. Così facendo, il loro esercito raggiunse un totale di ventiduemila fanti,
Il giorno 23 di Feuraio, gli Capitani Imperiali fecero dar all'arma, il che udito dal signor Antonio de Leva, subito si mostrò il più allegro & contento huomo del mondo, & quasi della vittoria indovino, fece mettere in punto tutte le compagnie, così tedesche come spagnuole, & parecchiate l’artiglierie, & tutte l’altre cose al fatto
Dopo quattro giorni, il Signor Giovanni si fece portare a Parma e, dopo alcuni giorni, fu risanato dalla piaga. E meglio fu per lui, poiché, se fosse rimasto sotto Pavia sino alla fine dell'assedio, sarebbe stato con gli altri o morto o preso. M. Verri, “Narrazione del pavese Martino Verri, testimonio oculare dei fatti accaduti
La notte seguente, a hore 4, di nuovo sentissimo tante artiglierie grosse e minute, che parea il mondo rovinasse nel campo dei Francesi. Per quello che hanno riferito le spie, fu il Sig. Marchese de Pescara che assaltò il campo dalla banda dei Lansquenet, e molti ne morirono; ma essendo mal instrutto, non so dir
Oltra di questo è da sapere, como in questi medesimi tempi, essendosi già molti giorni innanzi il signor Gioan Lodouico Pallavicino accordato col Rè di Francia, ragunate molte persone, egli era entrato a nome del Rè in Casalmaggiore, castello cremonese edificato sulla riva del Po, & quiui dimorando non poco disturbava gli Cremonesi; il perché
Ora, sendo libera questa parte dal suddetto assedio, tutti i soldati della città et insieme i cittadini sovente ne venivano a suo agio et piacere per quelle campagne et ortaglie che ivi si ritrovavano, a raccogliere insalate et ogni altra verdura per loro uso, che ivi si ritrovavano. Il che vedendo il signor Giovanni di
Il giorno 20 di febbraio, molte donne, fanciulli, soldati disarmati e alcuni cittadini pavesi uscirono da Pavia attraverso la porta occidentale. Dispersi nei giardini vicini, alcuni raccoglievano legna e altri erbe per uso quotidiano. Tuttavia, i francesi, accorgendosi della loro presenza, inviarono tre compagnie contro di loro. Molti riuscirono a fuggire, ma numerose donne incinte
Adì 18, circa le 20 ore, molte donne, bambini, saccomanni, artigiani e altra povera gente, forse duemila persone, uscirono dalla città attraverso Porta Nova di Milano per raccogliere erbe e legna, come era consuetudine fare ogni giorno. Tuttavia, il signor Giovanni de’ Medici, desideroso di vendicare l’ingiuria subita dai suoi uomini a Campezo, giunse improvvisamente
La notte seguente, dal nostro esercito all'esterno, arrivarono quattro cavalli leggeri che portarono lettere, ma il loro contenuto rimase sconosciuto. Tuttavia, confermarono la rotta del signor Rinso. Le spie riportarono che le trincee di entrambi gli schieramenti si erano avvicinate tanto da distare appena venti braccia l'una dall'altra. Inoltre, il Marchese di Pescara aveva dichiarato