Il colpo al cuore del re: Francesco I catturato sotto gli occhi del nemico

Il colpo al cuore del re: Francesco I catturato sotto gli occhi del nemico
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L.M.

Testimonianze dirette dal campo cesareo raccontano la battaglia, i morti illustri, la caduta del Re e il saccheggio del Barco.

Giunse la notte, e con essa, più fitte, le voci del disastro. A Crema, si narrano ora non solo i sussurri d’un Re catturato, ma il clangore d’armi, il sangue versato, gli stendardi presi, i corpi caduti. Il Re ferito al volto. Il muro del Barco sventrato come un ventre. La battaglia non è più diceria: è memoria incisa con la lama.

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Marino Sanuto

Dal medesimo, 24 febbraio, ore 22
In quest’ora è giunto uno dei suoi uomini che si trovava presso il campo cesareo, partito intorno all’ora 17. Egli afferma di aver visto che i Cesarei erano entrati in battaglia contro i Francesi, proprio dove si trovava la Maestà del Re, e che li avevano rotti. Racconta che li avevano assaliti di fianco, e d’aver visto catturato monsignor d’Obegnino insieme ad altri sette baroni.
Ha inteso che sono stati uccisi monsignor l’Ammiraglio e monsignor di La Palice. Aggiunge d’aver visto circa 1500 morti da una parte e dall’altra. Al momento della sua partenza, l’esercito cesareo si ritirava verso Pavia, e si diceva che conducevano prigioniero Sua Maestà il Re, che si diceva ferito da due colpi sotto gli occhi, e uno a una mano.
Dice inoltre che quelli di Pavia, usciti dalla città all’inizio della battaglia, assalirono le schiere francesi, infliggendo loro grandissimo danno; e vide egli stesso che i Cesarei portavano con sé quattro bandiere degli Svizzeri.
Afferma ancora che i Francesi hanno perso tutta l’artiglieria e le munizioni che avevano nel Barco, e che si stavano ritirando oltre il Ticino. I cavalli leggeri dei Cesarei, con quattro bandiere spagnole, li inseguivano.
Ha saputo per certo che Monsignor Visconte è stato preso. Ha visto inoltre che, nella banda dell’esercito cesareo che si dirigeva verso Pavia con la persona del Re, era portato anche lo stendardo di Sua Maestà.
Dice infine che i Cesarei hanno fatto saltare forse cento braccia del muro del Barco, ed entrarono da quella via per assalire i Francesi.

M. Sanuto, “I Diarii - Tomo XXXVII”, Fratelli Visentini Tipografi Editori Venezia - MDCCCXCIII

Testo storico modernizzato da ChatGPT

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