Francesco Taegio: Messere de Leyva, si favella oramai in tutta la città dell’arrivo dell’armata francese, che s’avanza da Milano. Molti han veduto le schiere muoversi rapido verso di noi, e il timore cresce. Quali sono, dunque, le nuove che Vostra Signoria può darci?

Antonio de Leyva da «Retratos de Españoles ilustres»
Antonio de Leyva: Orsù, non v’è dubbio alcuno che l’esercito del re Francesco s’avanza, e non c’è più da indugiare. Da Milano han mosso gran forza, e son giunti a pochi leghe da Pavia. Siamo ben avvertiti del loro venire, e già v’era da aspettarselo. Non saran giorni facili, ma vi posso assicurare che siam pronti a resistere.
Martino Verri: Vi si vede sovente alle mura, in gran discorso coi vostri capitani. Quali provvedimenti state prendendo per la difesa della città?
Antonio de Leyva: È necessario preparar ogni cosa con cura e accortezza. Prima di tutto, abbiam rafforzato le guarnigioni alle porte principali, e abbiam fatto venire polvere e munizioni in abbondanza. I soldati son già in posizione, e le sentinelle vegliano giorno e notte. Inoltre, abbiam fatto rinforzar le mura ove s’era veduto necessità, ché non ci colgano impreparati.
Francesco Taegio: E la gente di Pavia? S’è visto gran movimento per le vie; molti temono l’arrivo delle schiere francesi e già si rifugiano nelle case. Che dire a costoro, che guardan con ansia all’avvenire?
Antonio de Leyva: Sì, comprendo i timori de’ nostri cittadini, ma che sappiano questo: non siam senza speranza. L’armata del Re di Spagna, nostro signore, non ci abbandona, e Pavia non si piegherà così facilmente. Ho dato ordine che si raccolga ogni vettovaglia e ogni provvisione necessaria a sopportare un lungo assedio. Le mura son forti, e i nostri uomini son pronti a tener testa all’invasore. Non v’è dubbio che il re Francesco abbia forze in gran numero, ma anche la nostra determinazione è forte.
Martino Verri: Vi sono voci che alcuni alleati possano giunger presto in nostro aiuto. Avete notizia d’un soccorso imminente?
Antonio de Leyva: Non v’è dubbio che il Re di Spagna non lascerà Pavia al suo destino. Ho fiducia che, se sarà necessario, soccorsi verran mandati. Tuttavia, dobbiam prepararci a resistere da soli, se il bisogno comanderà. L’essere pronti è metà della vittoria, e di questo son certo. La città può star tranquilla: non daremo terreno al nemico senza combattere.
Francesco Taegio: Ultima domanda, messer de Leyva. Se l’assedio dovesse durare a lungo, crede che Pavia abbia le forze per sopportare?
Antonio de Leyva: Abbiam cibo e munizioni sufficienti, e più d’ogni cosa abbiam lo spirito di chi difende la propria casa e la propria libertà. Questo, messer Grumello, non lo può scalfir né Francesco I né alcun altro. Pavia è pronta, e io veglierò su di essa finché avrò respiro. Questo posso dirvi.
Martino Verri: Vi ringraziamo, messer de Leyva, e che Dio ci assista in questi giorni difficili.
Fonti e Note
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