Il 24 [ottobre] arrivarono di corsa fino alle porte di Pavia, e il 25 fummo chiusi dentro, circondati da tutto l’accampamento nemico; così che non si poteva uscire da nessuna porta.
Adì 24 Ottobre 1524
Oggi, a dì 24 d’Ottobre, si levò grande tumulto fin dal primo chiaror dell’alba. D’improvviso, s’è visto movimento di soldati e cavalli muoversi rapido verso le porte di Pavia, come un’ombra che avanza silenziosa ma decisa. Le sentinelle han dato l’allarme e subito si son udite le campane suonar a stormo, chiamando gli uomini alle armi. Nel volgere di poche ore, le prime schiere francesi si son mostrate avanti le mura, stracorrendo con gran foga e spargendo il terrore fra quelli che si trovavano ancor fuori dalle porte.
In un batter d’occhio, i battenti furono serrati e sprangati, e chiunque si trovasse per via fu costretto a cercar riparo entro la città. Non pochi furono i contadini e i mercanti, sorpresi lontano dal sicuro rifugio delle mura, che tentavano disperati di correre alle porte, mentre dietro di loro già s’intravedevano le bandiere nemiche. Per tutta la giornata si è vissuto un tumulto, con il presidio che corse a rafforzar le difese e i cittadini che si raccoglievano in piazza, timorosi di quel che stava per accadere.
Adì 25 Ottobre 1524
Alla mattina del dì 25, la situazione era già mutata in peggio. Tutto il campo francese s’era assestato attorno a noi, e come una grande serpe s’è chiuso a cerchio, cingendoci da ogni lato. Le porte della città son state tutte serrate, e ora non v’è modo d’uscir né di scambiar parola col di fuori. Alcuni dei nostri, vedendo il nemico così vicino, han tentato sortite disperate, ma ognuna s’è spenta contro la superiorità dell’armata francese.
Nell’aria regna un silenzio strano, rotto solo di quando in quando dal rumore d’armi e dal rullare dei tamburi. S’ode il passo greve dei fanti francesi che vanno piantando tende e picche, mentre più lontano s’intravvedono gli stendardi che ondeggiano al vento. La città, stretta nella morsa, ora non può far altro che prepararsi a resistere, sperando che le mura tengano e che il soccorso giunga prima che sia troppo tardi. Mai prima d’ora s’era visto Pavia così chiusa e minacciata, e tra la gente cresce il timore di dover affrontare un lungo e duro assedio.
Fonti e Note
- ✨ Immagine creata con Google Gemini, prompt disponibile su richiesta












































































































