Nel rigido inverno del 23 di Genaio, la città di Pavia fu teatro di eventi memorabili, destinati a lasciare un’impronta indelebile nella storia dell’assedio. Come tramandato tanto da Francesco Taegio quanto da un anonimo cronista pavese, il giorno fu segnato da una coraggiosa sortita delle truppe imperiali e da un significativo movimento strategico del campo francese.
L’Ardore dei Tedeschi
Una compagnia di soldati tedeschi, infiammati da un impeto irrefrenabile, si spinse fuori dalle mura orientali della città, scontrandosi con i nemici con un vigore straordinario. La loro furia si abbatté sui mercenari svizzeri al soldo del Cristianissimo Re di Francia, infliggendo una grave disfatta: sessanta di loro caddero sul campo.
Carichi di armi strappate ai nemici e conducendo nove prigionieri al seguito, i tedeschi rientrarono in città vittoriosi. Questi prigionieri, immediatamente presentati al cospetto del signor Antonio de Leyva, rivelarono, nel disperato tentativo di sfuggire alla forca, informazioni di grande valore circa i movimenti e le strategie del campo francese.
La Ritirata dell’Artiglieria Francese
Mentre si consumava questa vittoriosa sortita, i francesi, con movimento deliberato, iniziarono a ritirare tutta la loro artiglieria dal fronte. Secondo il cronista pavese anonimo, le pesanti bocche da fuoco venivano trasferite verso la città di Binasco. Questo atto parve indicare un ripensamento tattico, forse dettato dalle crescenti difficoltà che l’assedio di Pavia poneva al Cristianissimo Re.
Segnali di Cambiamento
La somma di questi avvenimenti sembrava presagire l’ingresso dell’assedio in una nuova fase. Da un lato, la vittoria sul campo infuse coraggio nei difensori imperiali; dall’altro, il riposizionamento dell’artiglieria francese sembrò rivelare una prima incrinatura nella determinazione nemica.
Antonio de Leyva, con il suo abituale acume strategico, accolse le notizie con calma e ponderazione, continuando a incitare i suoi uomini a resistere, consapevole che l’arrivo dell’esercito imperiale, ormai imminente, avrebbe potuto rovesciare le sorti dell’assedio.
Un Giorno Cruciale
Il 23 di Genaio si manifestò, dunque, come un giorno di duplice significato: da un lato, una vittoria gloriosa sul campo per le truppe imperiali; dall’altro, un possibile segnale di debolezza e incertezza da parte del nemico. Nonostante le difficoltà, la fame e la stanchezza, Pavia continuava a resistere con fermezza e ardore, un baluardo di forza e tenacia destinato a echeggiare nei secoli come esempio di virtù e coraggio.












































































































