Un Giorno di Scontri e Ritirate: Il 23 di Genaio

Un Giorno di Scontri e Ritirate: Il 23 di Genaio
di Francesco Taegio

Francesco Taegio

Il 23 di Genaio, una compagnia di tedeschi uscita verso la parte orientale, con grandissimo impeto si scontrò con i nemici. Venuti ai fatti, sessanta svizzeri furono uccisi e, poi, senza alcun impedimento, stretti insieme e con l’acquisto di nove prigionieri, di buone armi coperti, se ne tornarono in Pavia.
Subito quei prigionieri furono condotti al signor Antonio, al quale, per evitare le forche, rivelarono quanto nel campo dei francesi si stesse trattando.

F. Taegio, “Rotta e prigionia di Francesco primo, re di Francia, sotto Pavia l’anno 1525”, tradotta dal Cremonese Cambiago, Pavia, per Gio. Andrea Magri Stampatore della Città, 1655

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Anonimo Pavese

Adì 23, i francesi cominciarono a ritirare tutta l’artiglieria, e per quanto potevamo comprendere, la conducevano alla città di Binasco.

A. Bonardi, “Diario inedito dell’assedio e della battaglia di Pavia, 1524-1525”, in Memorie e Documenti per la Storia di Pavia e suo principato, P. Moiraghi, Pavia, Premiata tipografia ed eliotipia fratelli Fusi, 1894

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L.M.

Nel rigido inverno del 23 di Genaio, la città di Pavia fu teatro di eventi memorabili, destinati a lasciare un’impronta indelebile nella storia dell’assedio. Come tramandato tanto da Francesco Taegio quanto da un anonimo cronista pavese, il giorno fu segnato da una coraggiosa sortita delle truppe imperiali e da un significativo movimento strategico del campo francese.

L’Ardore dei Tedeschi

Una compagnia di soldati tedeschi, infiammati da un impeto irrefrenabile, si spinse fuori dalle mura orientali della città, scontrandosi con i nemici con un vigore straordinario. La loro furia si abbatté sui mercenari svizzeri al soldo del Cristianissimo Re di Francia, infliggendo una grave disfatta: sessanta di loro caddero sul campo.

Carichi di armi strappate ai nemici e conducendo nove prigionieri al seguito, i tedeschi rientrarono in città vittoriosi. Questi prigionieri, immediatamente presentati al cospetto del signor Antonio de Leyva, rivelarono, nel disperato tentativo di sfuggire alla forca, informazioni di grande valore circa i movimenti e le strategie del campo francese.

La Ritirata dell’Artiglieria Francese

Mentre si consumava questa vittoriosa sortita, i francesi, con movimento deliberato, iniziarono a ritirare tutta la loro artiglieria dal fronte. Secondo il cronista pavese anonimo, le pesanti bocche da fuoco venivano trasferite verso la città di Binasco. Questo atto parve indicare un ripensamento tattico, forse dettato dalle crescenti difficoltà che l’assedio di Pavia poneva al Cristianissimo Re.

Segnali di Cambiamento

La somma di questi avvenimenti sembrava presagire l’ingresso dell’assedio in una nuova fase. Da un lato, la vittoria sul campo infuse coraggio nei difensori imperiali; dall’altro, il riposizionamento dell’artiglieria francese sembrò rivelare una prima incrinatura nella determinazione nemica.

Antonio de Leyva, con il suo abituale acume strategico, accolse le notizie con calma e ponderazione, continuando a incitare i suoi uomini a resistere, consapevole che l’arrivo dell’esercito imperiale, ormai imminente, avrebbe potuto rovesciare le sorti dell’assedio.

Un Giorno Cruciale

Il 23 di Genaio si manifestò, dunque, come un giorno di duplice significato: da un lato, una vittoria gloriosa sul campo per le truppe imperiali; dall’altro, un possibile segnale di debolezza e incertezza da parte del nemico. Nonostante le difficoltà, la fame e la stanchezza, Pavia continuava a resistere con fermezza e ardore, un baluardo di forza e tenacia destinato a echeggiare nei secoli come esempio di virtù e coraggio.

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