
Anonimo Pavese
Adì 23 ottobre 1524 Fransesi introrno in Milano, senz’alcun contrasto de’ nostri perché vidduto il Vice Re, il Duca de Borbon, et il Marchese de Pescara, che in Milano non era alcuna provisione di vittuaglie, né d’huomeni; per esserne morte senza numero la estatte passata, dalla pestilenza, deliberorno partirsi, et far recapito a Loddi, come fecero, ma già il Castello era ben fornito di vittuaglie, artigliarie, munittione, et gente de guerra.
A. Bonardi, “Diario inedito dell’assedio e della battaglia di Pavia, 1524-1525”, in Memorie e Documenti per la Storia di Pavia e suo principato, P. Moiraghi, Pavia, Premiata tipografia ed eliotipia fratelli Fusi, 1894
Il 23 ottobre 1524 i Francesi entrarono a Milano senza alcuna resistenza da parte delle nostre truppe, perché il Vice Re, il Duca di Borbone e il Marchese di Pescara, vedendo che a Milano non c’erano provviste di viveri né soldati (a causa della pestilenza che, durante l’estate passata, aveva mietuto innumerevoli vittime), decisero di ritirarsi e stabilirsi a Lodi, come effettivamente fecero. Tuttavia, il Castello era ben fornito di viveri, artiglieria, munizioni e uomini armati.