Nel cuore gelido di questo gennaio, Pavia si trova ancora stretta nella morsa implacabile dell’assedio francese. Eppure, tra le mura della città, si susseguono eventi che segnano il corso della resistenza, tra lutto e speranza.
Il giorno 15 di gennaio 1525, la città di Pavia fu colpita da una grave perdita: la morte del Conte di Hohenzollern, Capitano Generale dei Lanzichenecchi e parente dell’Imperatore. Questa notizia, attestata dal cronista pavese anonimo, segnò un momento di grande dolore per gli uomini d’arme e per l’intera cittadinanza. Il conte, valoroso condottiero, spirò di sua morte naturale, stremato dalle fatiche e dalle veglie continue imposte dalla difesa della città.
In quel medesimo giorno, il comando delle truppe tedesche fu affidato al Conte Battista di Lodron, uomo di rinomato valore e di grande stima presso i soldati. Questo avvicendamento nel comando fu accolto con rispetto e fiducia, poiché il conte Lodron già si era distinto per coraggio e fermezza.
La Versione di Francesco Taegio
Tuttavia, altra testimonianza ci giunge da Francesco Taegio, il quale riferisce che tali eventi si verificarono il giorno seguente, il 16 gennaio 1525. Secondo Taegio, il Conte di Hohenzollern, colpito da febbre a causa delle incessanti fatiche e delle veglie, si spense nella città offesa. Prima di spirare, il conte cedette il comando temporaneamente a un valoroso uomo d’arme, Gaspare Frundsberg, celebre condottiero tedesco. Solo successivamente, il comando definitivo fu affidato a Battista di Lodron.
Accanto a questi uomini di guerra, Taegio menziona anche la presenza di Michel Aggk, gentiluomo e segretario di tutto l’esercito, il consigliere spagnolo Tommaso Sançen Baetla, tesoriere dei Tedeschi, e il nobile Martino Phass, castellano del Castello di Pavia. Questi uomini, legati dalla stessa sorte, affrontavano insieme il peso della difesa della città e la gestione di un esercito stanco ma non domo.
La Discrepanza delle Date
Sebbene Taegio collochi la morte del Conte di Hohenzollern al 16 gennaio, è più probabile che tale evento sia avvenuto il giorno 15, come annotato dal cronista pavese anonimo. Questa divergenza di datazioni potrebbe derivare dalla confusione e dal caos generato dagli scontri incessanti e dalle tensioni dell’assedio. Tuttavia, il consenso tra le fonti sulla gravità della perdita e sull’immediata successione di Battista di Lodron conferma la rilevanza di questo momento nella difesa di Pavia.
Una Speranza Che Resiste
Nonostante il dolore per la scomparsa del loro capitano, gli Imperiali trovarono nuova forza nella promessa dell’imminente arrivo dell’esercito imperiale da Lodi. I pavesi, guidati da Antonio de Leyva e dal nuovo comandante Lodron, continuarono a opporre una strenua resistenza, fiduciosi nell’arrivo dei soccorsi annunciati.
Con questo spirito saldo e con la memoria del Conte di Hohenzollern nel cuore, Pavia si prepara a difendere le sue mura, decisa a resistere fino all’ultimo respiro.












































































































