7 Novembre 1524: L’Assalto Fallito e l’Orgoglio Svizzero Infranto alle Mura di Pavia

7 Novembre 1524: L’Assalto Fallito e l’Orgoglio Svizzero Infranto alle Mura di Pavia
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Anonimo Pavese

Alli 7 nel far del giorno la mattina cominciorno a batter le murra talmente, che alle 20 ore si trovorno aver fatto a Porta S. Augustina una batteria di circa 20 brazza, et volsero provar di dar un asalto, et furono sviceri, et al primo tratto ne morirono circa 200, et con vergogna se rettirorno. Parimenti quel giorno medesimo fecero al torrion de Torrello una batteria di circa 30 brazza, et se missero in ordine per dar assalto; ma un de nostri bombardieri fu troppo presto, che avendo un pezzo de cannon sul monte di Santa Agata, lo scaricò in un battaglion de gente d’arme che stavano in ordine sul monte Olivetto! et amazzò più de 20 uomeni d’armi et già 3 giorni innanzi era stato morto dalla nostra artigliaria un gran cappitano detto monsignor de Longa Villa, cusino del Re de Franza, appresso a lui a 4 brazza fu morto, et questo vietò che non veneno a dar lo assalto da quel canto. La notte seguente a questa batteria fransesi gionsono doi cannoni, et un doppio cannon, qual portava L. 120 di balla di ferro, et li cannoni portavano L. 52, et aggionsono molti mezi cannoni, et altra artiglieria minutta.

A. Bonardi, “Diario inedito dell’assedio e della battaglia di Pavia, 1524-1525”, in Memorie e Documenti per la Storia di Pavia e suo principato, P. Moiraghi, Pavia, Premiata tipografia ed eliotipia fratelli Fusi, 1894

La mattina del 7, all’alba, i francesi iniziarono a bombardare le mura con tale intensità che, verso le ore 20, avevano aperto una breccia di circa 20 braccia alla Porta di Sant’Agostino e tentarono di lanciare un assalto, impiegando truppe svizzere. Tuttavia, al primo impatto, circa 200 svizzeri persero la vita e, umiliati, furono costretti a ritirarsi. Lo stesso giorno, i francesi aprirono una breccia di circa 30 braccia nel Torrione di Torrello e si prepararono a un assalto. Uno dei nostri bombardieri, posizionato con un cannone sul monte di Santa Agata, agì con rapidità e sparò su un battaglione di soldati schierati sul monte Oliveto, uccidendo oltre 20 uomini. Tre giorni prima, un colpo della nostra artiglieria aveva già ucciso un importante capitano, monsignor de Longa Villa, cugino del Re di Francia, e a pochi passi da lui un altro fu abbattuto. Questo impedì ai francesi di attaccare da quel lato. La notte successiva, i francesi portarono due cannoni e un doppio cannone che sparava palle di ferro del peso di 120 libbre, oltre a molti cannoni medi e altra artiglieria leggera.

Fu giorno di grande tumulto e speranza per la città nostra, ché al levar del sole, il rombo dei cannoni francesi si fece furente contro le antiche mura di Porta Sant’Agostino e del Torrione di Torrello. Ma come spesso accade, la sorte e l’ardore dei difensori rovesciarono l’esito: gli svizzeri, audaci e numerosi, nel tentativo d’assalto, trovarono la morte in massa e con essa la ritirata. La sorte nera cadde anche sul monte Olivetto, dove un colpo ben assestato dai nostri bombardieri spazzò via più di venti uomini d’arme e la gloria di un cugino del Re di Francia, monsignor de Longa Villa. Così la minaccia degli assalti da quel lato sfumò, ma la tenacia nemica non venne meno, con nuove artiglierie pronte a devastare il nostro cuore difensivo. Seguiranno notti insonni e sospiri di fede in questa prova di forza e destino.

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  • ✨ Immagine creata con ChatGPT

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