L’Ombra del Nemico: I 130 Muli del Duca di Ferrara Portano Rinnovata Minaccia a Pavia

L’Ombra del Nemico: I 130 Muli del Duca di Ferrara Portano Rinnovata Minaccia a Pavia
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Anonimo Pavese

Adì 2 di Zenaro venne in Pavia una spia, la quale disse che in campo de’ Francesi erano giunti 130 muli carichi di polvere, che havea mandato il Duca di Ferrara, il che fu mala nova per noi.

A. Bonardi, “Diario inedito dell’assedio e della battaglia di Pavia, 1524-1525”, in Memorie e Documenti per la Storia di Pavia e suo principato, P. Moiraghi, Pavia, Premiata tipografia ed eliotipia fratelli Fusi, 1894

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L.M.

Adì 2 di Gennaio 1525, nella città assediata di Pavia giunse una spia con novelle che gelarono l’animo di chi già languiva sotto l’oppressione dell’assedio. La spia riferì che nel campo de’ Francesi erano giunti ben 130 muli carichi di polvere da artiglieria, inviati dal Duca di Ferrara, Alfonso d’Este. Quella notizia fu subito considerata nefasta, poiché sembrava rafforzare ancor più il potere del nemico e accrescere il pericolo per la città.

Le parole della spia si diffusero rapidamente, come un vento gelido, tra le mura di Pavia. I cittadini, ormai ridotti allo stremo, cominciarono a mormorare, vedendo in quell’evento un segno di ulteriore calamità. Gli assediati, già abituati alle privazioni e ai costanti colpi d’artiglieria, temevano che questa nuova abbondanza di polvere potesse dare ai Francesi la forza necessaria per sfondare finalmente le loro difese.

La Reazione di Pavia

La notizia gettò un’ombra di sconforto sui cittadini. Si videro vecchi e fanciulli, donne e uomini, aggirarsi per le strade con volti cupi, e molti si recarono nelle chiese per pregare. I sacerdoti organizzarono processioni, implorando la protezione divina contro la rinnovata minaccia.

I Francesi, invece, accolsero l’arrivo della polvere con grida di giubilo e suoni festosi. Si diceva che nei loro accampamenti si parlasse apertamente di abbattere le mura di Pavia con facilità, grazie alla nuova provvista d’artiglieria. Gli scherni e le provocazioni giungevano fino alle mura, dove i difensori osservavano con apprensione il rafforzarsi del nemico.

Un Pericolo Tangibile

I 130 muli carichi di polvere rappresentavano un evidente pericolo. La quantità era tale da permettere ai Francesi di intensificare i bombardamenti e prolungare l’assedio con una forza mai vista prima. Le mura, già provate dai mesi di attacchi incessanti, erano a rischio di crollare sotto i colpi di una rinnovata artiglieria nemica.

Un Momento Cruciale

La giornata del 2 di Gennaio segnò un momento di grande tensione nella città assediata. Ogni mossa, ogni decisione presa da quel momento in avanti avrebbe potuto significare la differenza tra la caduta e la resistenza. E mentre le campane suonavano per richiamare i fedeli alla preghiera, la città si preparava ad affrontare il peggiore degli incubi, con la determinazione di chi sa che il futuro dipende solo dal proprio coraggio e dalla propria fede.

Fonti e Note

  • ✨ Immagine creata con ChatGPT

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