Adì 27 di Genaio 1525, il campo di battaglia del pavese fu scosso da notizie di grande importanza. Il Duca di Borbone, con una gagliarda schiera di uomini d’arme e una compagnia di soldati esperti, si accampò presso Lodi, apportando nuova energia e determinazione all’esercito imperiale. Questo fatto, riportato dal diligente Francesco Taegio, destò non poco movimento nel campo francese, dove il Cristianissimo Re, dimostrando il suo ingegno strategico, si affrettò a preparare le difese.
Le Difese Francesi e la Strategia del Re
La mattina seguente, adì 28, il Cristianissimo Re di Francia ordinò di muovere alcuni pezzi d’artiglieria verso un passo strategico fra Pavia e Lodi. Questo passaggio, di grande rilevanza per i movimenti degli eserciti, fu fortificato con l’intento di ostacolare l’avanzata del poderoso esercito imperiale, che si diceva pronto a liberare la città assediata. L’artiglieria fu posizionata con grande cura, accompagnata da una solida guardia composta da fanti e uomini d’arme. L’obiettivo era chiaro: rendere pericoloso, se non impossibile, il transito delle forze imperiali senza subire gravi perdite.
L’Artiglieria in Movimento
Intanto, secondo quanto riportato dall’anonimo cronista pavese, i difensori della città poterono osservare con attenzione il movimento di tutta l’artiglieria francese. Questa fu condotta lungo la via di San Giovanni in la Vigna e poi trasferita sulla strada di Lodi. Qui, la disposizione dei pezzi e delle munizioni fu completata sotto la protezione di una guardia numerosa e ben organizzata. I francesi dimostrarono di non voler lasciare nulla al caso, preparandosi a resistere a ogni tentativo di avanzata imperiale.
Un Segnale di Cambiamento
Le azioni del Re di Francia riflettono il mutare della situazione strategica attorno a Pavia. Il Cristianissimo Re, evidentemente consapevole dell’imminente arrivo del Duca di Borbone e delle sue truppe, intendeva rafforzare le sue posizioni per contrastare il pericolo crescente. Al contempo, le mosse francesi sembrano indicare una consapevolezza delle difficoltà che l’assedio stava presentando, non solo per i difensori della città, ma anche per gli stessi assedianti.
Attesa e Preparazione
La città di Pavia, benché ancora stretta nella morsa dell’assedio, osservava con speranza e apprensione queste manovre. Ogni movimento dell’artiglieria francese, ogni ordine impartito dal Cristianissimo Re, era scrutato con attenzione, nella speranza che l’arrivo dell’esercito imperiale potesse ribaltare le sorti del conflitto.
Il 28 di Genaio rimarrà dunque segnato come un giorno di grande movimento e preparazione, preludio di quegli eventi decisivi che, presto, avrebbero scritto nuove pagine di gloria e sofferenza nella storia della città di Pavia.












































































































